FAQ

Esistono sanzioni nel caso di inadempienza a quanto previsto dal DPR 462/01?

La violazione delle disposizioni contenute nell’articolo 4 del DPR 462/01 (obbligo delle verifiche periodiche) sono sanzionate nella misura in cui integrano i reati previsti dagli art. 64, comma 1 lett. e, art. 80, comma 3, art. 296, comma 1 del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro 81/08. Le sanzioni sono indicate nella seguente tabella:

Condotta Articolo violato Articolo che prevede la sanzione Sanzione
Non è stata eseguita la verifica ai sensi del DPR 462/01 Art. 80, comma 3 Art. 87, comma 3 lett. d Arresto da 2 a 4 mesi
o ammenda da € 1096,00
a € 5.260,80
Art. 64, comma 1, lett. e Art. 68, comma 1, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da € 1.096,00
a € 5.260,80
Non è stata eseguita la verifica negli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione ai sensi del DPR 462/01 Art. 296, comma 1 Art. 297, comma 2 Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.740,00
a € 7.014,40
Se il datore di lavoro ha effettuato la richiesta della verifica dell’impianto ad un organismo abilitato ai sensi del DPR 462/01 ma l’organismo non effettua la verifica nei tempi concordati può sostituire la verifica dell’organismo abilitato con una verifica fatta fare da un tecnico di sua fiducia?

No. In caso di ritardo nella verifica periodica da parte dell’organismo abilitato il datore di lavoro non può rivolgersi a privati, anche se di sua fiducia, ma deve sostituire l’organismo abilitato inadempiente con un altro abilitato a questo compito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Se il datore di lavoro ha effettuato la richiesta della verifica dell’impianto ad un organismo abilitato ai sensi del DPR 462/01 incorre in qualche penalità nel caso in cui l’organismo ritardi nel fare la verifica?

Compito del datore di lavoro è quello di far effettuare le verifiche periodiche dell’impianto secondo le scadenze previste dal DPR 462/01 (art. 4 comma 1 ed art. 6 comma 1 citato DPR). La sola richiesta di verifica non è sufficiente a soddisfare tale obbligo. Qualora il Datore di lavoro si rendesse conto che l’organismo da lui incaricato non è in condizioni di effettuare la verifica entro la scadenza prevista deve contattare un altro organismo che svolga tale compito nei tempi regolamentari.

Una azienda subentra ad un’altra azienda in uno stabilimento industriale. La prima azienda aveva operato nel rispetto delle disposizioni legislative per quanto attiene la protezione dai contatti indiretti (dichiarazione di conformità, omologazione, verifiche periodiche). Il datore di lavoro della ditta subentrante deve ricominciare tutto daccapo o può utilizzare le verifiche periodiche fatte dall’organismo abilitato?

Se il datore di lavoro subentrante non ha modificato l’impianto di protezione dai contatti indiretti può semplicemente procedere alla voltura della denuncia dell’impianto di terra ed utilizzare le verifiche periodiche fatte. Se sull’impianto sono state fatte modifiche occorre procedere alla richiesta di una verifica straordinaria all’organismo abilitato.

Ovviamente considerazioni analoghe possono essere fatte per gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e gli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione.

Le verifiche straordinarie alterano la cadenza delle verifiche periodiche?

Le verifiche straordinarie cambiano la data di effettuazione delle verifiche periodiche solo quando vengono effettuate per modifiche sostanziali dell’impianto. In tutti gli altri casi la data di effettuazione delle verifiche va conteggiata a partire dalla data di rilascio della dichiarazione di conformità.

L’inizio delle verifiche periodiche scatta a partire dalla verifica fatta per campionamento dall’ISPESL (Inail)? E se l’ISPESL (Inail) non ha proceduto alla effettuazione della verifica per campionatura?

Le scadenze delle verifiche periodiche sono indipendenti dalle verifiche per campionatura dell’ISPESL (Inail) e partono a cominciare dalla data di rilascio della dichiarazione di conformità.

Gli impianti di protezione dai contatti indiretti di società di fatto rientrano nel campo di applicazione del DPR 462/01?

Gli impianti di protezione dai contatti indiretti dei locali utilizzati dalle società di fatto rientrano nel campo di applicazione del DPR 462/01.

In un locale utilizzato da un’associazione sportiva senza fini di lucro è stato installato un nuovo impianto elettrico. L’associazione non ha lavoratori subordinati ma soltanto soci che usufruiscono della struttura. In questo caso l’impianto è sottoposto agli obblighi del DPR 462/01?

Fermo restando che l’impianto deve essere fatto a regola d’arte (legge 186/68 e legge 46/90 o DM 37/08) il DPR 462/01 si applica solo se presso l’associazione sportiva prestano la loro opera lavoratori dipendenti o quando la società sportiva si configura come società di fatto.

Esiste l’obbligo delle verifiche periodiche previste dal DPR 462/2001 per gli ambulatori medici veterinari?

L’obbligo delle verifiche periodiche previste dal DPR 462/01 esiste tutte le volte che negli ambulatori medici veterinari operano lavoratori subordinati.

Le verifiche e i controlli degli impianti di messa a terra, affidati con decreto del Ministero del Lavoro ad alcuni Enti o aziende ai sensi del DPR 547/55 e dal decreto ministeriale 3 aprile 1957, continuano a mantenere la propria validità in base al nuovo DPR 462/01, oppure devono anch’essi rivolgersi ai verificatori indicati nel citato DPR.

Le verifiche di cui al DM del Ministero del lavoro del 3 aprile 1957 sono state affidate, successivamente, ad altri enti che hanno proceduto all’espletamento di tale compito (ENPI, ASL, ISPESL, ecc.). Relativamente agli impianti rientranti nel campo di applicazione del DPR 462/01 vedasi quanto detto nel capitolo 2 della Guida CEI 0-14.

In una scuola il datore di lavoro è il dirigente scolastico, quindi lui dovrebbe denunciare l’impianto di terra, ma abitualmente il proprietario dell’immobile e quindi degli impianti elettrici, non è il Ministero della pubblica istruzione ma un altro ente (Comune, Provincia, ecc.) che difficilmente consegna la dichiarazione di conformità (ove esistente) al dirigente scolastico.Come si procede?

La procedura del DPR 462/01 deve essere attivata dal “Datore di lavoro” che solitamente coincide con il dirigente scolastico. La procedura da rispettare è la seguente:

a) il proprietario degli impianti deve mettere a disposizione del dirigente scolastico gli impianti a regola d’arte accompagnati dalle certificazioni che lo dimostrano;

b) il dirigente scolastico, attiva le procedure previste dal DPR 462/01 appena in possesso della documentazione rilasciata dal proprietario (leggasi dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola d’arte).

Nel caso in cui, per carenza delle documentazioni necessarie, il dirigente scolastico non possa attivare le procedure del DPR 462/01, al fine di evitare ogni possibile responsabilità, dovrà richiedere espressamente, in maniera documentata, al proprietario dell’immobile la documentazione tecnica prevista dal citato DPR secondo quanto disposto dall’articolo 5 del DM del Ministero della pubblica istruzione di concerto con Ministeri del lavoro, della sanità e della funzione pubblica del 29 settembre 1998 n. 382.

Un impianto elettrico realizzato in uno stabilimento industriale è dotato di dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore al termine dei lavori. Lo stabilimento industriale è rimasto inutilizzato per alcuni anni e successivamente affittato ad una officina metalmeccanica. I tempi di effettuazione della verifica per campionatura dell’impianto e delle verifiche periodiche devono essere conteggiati a partire dalla data della dichiarazione di conformità o dalla data dell’inizio delle attività?

Le date di effettuazione delle verifiche per campionatura (ISPESL ora Inail) e per le verifiche periodiche (ASL/ARPA/Organismi abilitati) devono essere sempre conteggiate a partire dalla data di emissione della dichiarazione di conformità. Si possono verificare i seguenti casi:

1. Impianto messo in esercizio subito

Si procede subito secondo le regole generali (entro 30 giorni il datore di lavoro invia le copie della dichiarazione all’ Inail perché attivi la campionatura ed agli uffici di vigilanza della ASL/ARPA per la normale attività di prevenzione degli infortuni). Dopo 2 o 5 anni, a seconda del tipo di impianto, attiva le verifiche periodiche incaricando uno degli organismi abilitati.

2. Impianto messo in esercizio successivamente

Il proprietario dell’immobile conserva la dichiarazione di conformità, fra le sue carte, e non attiva le procedure del DPR 462/01 perché non c’è esercizio dell’impianto ed attività lavorativa.

Quando l’impianto viene messo in esercizio il datore di lavoro deve farsi consegnare dal proprietario dell’immobile la dichiarazione di conformità ed attiva le procedure previste dal DPR 462/01 (entro 30 giorni invia copia della dichiarazione all’ Inail perché attivi la campionatura ed agli uffici di vigilanza della ASL/ARPA per la normale attività di prevenzione degli infortuni). Nel caso in cui la dichiarazione di conformità evidenziasse che sono decorsi i tempi delle verifiche periodiche il datore di lavoro deve incaricare, nel più breve tempo possibile, un ente verificatore abilitato (ASL/ARPA, Organismi abilitati) perché proceda alla effettuazione delle verifiche periodiche.

3. Impianto soggetto ad obbligo di denuncia solo successivamente

Nel caso in cui l’impianto fosse soggetto a denuncia solo successivamente all’inizio delle attività (ad esempio un esercizio commerciale che assume dipendenti solo in un secondo tempo) valgono le considerazioni fatte al punto 2.

Il proprietario di un immobile adibito ad uso civile nel quale non operano lavoratori subordinati cosa deve fare della dichiarazione di conformità che gli ha rilasciato l’installatore?

Gli impianti adibiti esclusivamente ad uso civile, e nei quali non operano lavoratori subordinati, non rientrano nel campo di applicazione del DPR 462/01 e quindi non devono sottostare alle procedure di sicurezza previste dal citato DPR.

Il proprietario dell’immobile deve conservare, tuttavia, la dichiarazione di conformità per obblighi diversi da quelli derivanti dal citato DPR.

La realizzazione dell’impianto di terra per adeguare l’impianto alla regola d’arte deve essere provvista di progetto?

Secondo quanto indicato dalla Guida CEI 0-3 la realizzazione di un impianto di terra deve essere considerata “trasformazione di un impianto” (art. 2.2). Di conseguenza se l’impianto elettrico è soggetto a progettazione (L. 46/90 o DM 37/08) l’impianto di terra deve essere progettato.

Nel DPR 462/01 la dichiarazione di conformità deve essere relativa unicamente ad un solo impianto (terra, fulmini, esplosione) oppure un’unica dichiarazione sostituisce contemporaneamente i modelli A, B e C abrogati?

E’ bene ricordare che le verifiche sono tre (ex modelli A, B e C) ed è preferibile che la dichiarazione di conformità sia una per ciascun impianto da denunciare. Si ritiene, tuttavia, che la dichiarazione di conformità possa anche essere unica ma la documentazione tecnica e le procedure di verifica devono essere diversificate per ciascun tipo di impianto (terra, fulmini e luoghi con pericolo di esplosione).

Nei vecchi modelli A, B e C venivano menzionate alcune voci importanti. Adesso che i modelli sono stati sostituiti dalla dichiarazione di conformità occorre modificare la dichiarazione inserendo le voci riportate nei modelli abrogati oppure tali voci vengono omesse?

I modelli A, B e C sono stati abrogati e sostituiti dalla dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore che il datore di lavoro deve inviare all’Inail (ex ISPESL) e ASL/ARPA. La dichiarazione di conformità va compilata dall’installatore secondo le disposizioni emesse dal Ministero dell’industria (ora Ministero dello Sviluppo Economico) nel febbraio del 1992 o secondo il DM 37/08.

Quale modello bisogna utilizzare per la dichiarazione di conformità come richiesta dal D.P.R. 462/01? E’ necessario riportare nella dichiarazione anche il valore di resistenza misurato?

Il modello da utilizzare per il rilascio della dichiarazione di conformità è quello riportato nel DM del Ministero dell’industria, commercio ed artigianato del 20 febbraio 1992 pubblicato nella GURI del 28.2.1992 o secondo il DM 37/08. L’installatore per emetterla deve effettuare sull’impianto la verifica iniziale ma non esiste obbligo, anche se è consigliato, di allegare al modello l’esito delle verifiche effettuate.

Fino ad ora, per gli impianti di illuminazione pubblica, non veniva rilasciata la dichiarazione di conformità perché impianto totalmente all’aperto. Con l’entrata in vigore del DPR 462/01, si deve d’ora in poi presentare la dichiarazione di conformità anche se l’impianto non è soggetto?

Per gli impianti non rientranti nel campo di applicazione della legge 46/90 o 37/08 la dichiarazione di conformità deve indicare la rispondenza dell’impianto alla regola d’arte secondo le indicazioni della legge 186/68. La dichiarazione deve riportare l’indicazione, sempre rilasciata dall’installatore, dell’avvenuta effettuazione della verifica iniziale sull’impianto con esito positivo.

Nel caso di un rifacimento parziale dell’impianto elettrico l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità per la sola parte dell’impianto da lui sistemata. Questa dichiarazione di conformità parziale può essere usata come omologazione dell’intero impianto elettrico?

Ai fini del DPR 462/01 l’installatore “omologa” il solo impianto di protezione dai contatti indiretti. Occorre poi ricordare che l’omologazione di un impianto si effettua solo sui primi e nuovi impianti.